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Panorama

 

La presenza di una villa di età tardo repubblicana, alcuni cippi funerari e una fonte di età augustea farebbero risalire le origini del paese al periodo romano, quando il territorio dell’attuale comune faceva parte dell’ ager nucerinus della potente città di Nuceria Alfaterna, con la quale era collegata da tronchi viari minori che, a loro volta, si innestavano sul percorso dell’antica stabiana che congiungeva Nuceria con Stabia.
Nell’alto medioevo, la località, a seguito della caduta dell’impero romano, subirà la dominazione longobarda e per la sua posizione strategica, cioè come posto di avanguardia sulle strade di comunicazione dei ducati di Amalfi e Ravello, verrà dotata di un castrum.
In questo periodo (VI–X sec. d.C.) la località era nota con il nome di PETRURO, e solo più tardi, per la presenza di un monastero benedettino, sorto intorno all’anno 1000 nei resti della villa romana e dedicato a San Gilles, il pagus trasformerà il suo originario nome in quello di San Gilles, italianizzato in Sant’Egidio.
A partire dalla fine del 1400 il casale legherà la sua sorte alla Civitas Nuceriae, cioè alla confederazione di casali nata a seguito della distruzione della città di Nocera, avvenuta nel 1137 per opera di Ruggiero il Normanno.
Nella prima metà del 1500 il casale diventerà "UNIVERSITAS", cioè comunità amministrata, e incomincerà ad eleggere i suoi sindaci secondo i dettami del "laudo Baldini", la carta costituzionale della città di Nocera.
In questo periodo (1506-1542), per simboleggiare la propria potenza e ricchezza, il casale si doterà del più bel monumento ancora presente in città: l’abbazia di S. Maria Maddalena in Armillis.
L’UNIVERSITAS SANCTI AEGIDII durerà fino al 1806, quando a seguito della riforma delle municipalità, voluta da Giuseppe Bonaparte, Re di Napoli, sarà trasformata in "comune".
Nel 1866, per distinguere il Comune di Sant’Egidio dagli altri paesi con un nome simile, fu aggiunto all’originario nome la dizione "del Monte Albino" e nel 1913, con decreto del ministro Giolitti, il Comune fu dotato del sua stemma civico, tra altro già presente su una bolla di Papa Paolo III del 1549, tuttora conservata nell’abbazia di S. Maria Maddalena.

Il borgo ancora intatto dopo più di sei secoli, il clima fresco nelle caldi e afose sere d’estate, il verde delle montagne del Monte Albino, il mistero di un paese che trascina più di due millenni di storia, ricreano ancora oggi un’armonia e un atmosfera che si proiettano in un ambiente storico ed artistico tutto da scoprire.