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Il territorio dell’attuale comune di Sant’Egidio del Monte Albino, nell’antichità e fino al periodo napoleonico, è appartenuto alla città di Nocera, Nuvkrinum Alafaternum in epoca antichissima, Nuceria Alfaterna a partire dal VI sec. a.C. In epoca romana e precisamente nel periodo del triumvirato, l’appellativo Alfaterna fu sostituito da Costantia, dando, così, alla città il nome di Nuceria Costantia. A questo periodo, grazie ad un forte popolamento della città, probabilmente, è da ascrivere la circostanza o forse l’abitudine dei nocerini di dar vita a piccoli insediamenti, per lo più ville, sparse qua e là sulle pendici dei monti, fuori dalle mura della città. Erano insediamenti rustici che, comunque, richiedevano una certa organizzazione per approvvigionare d’acqua (per usi agricoli e domestici) l’insediamento, per creare un minimo di viabilità e qualche struttura a supporto della villa principale. Alcuni ritrovamenti archeologici di questo periodo (I sec. a. C. – I sec. d. C.) nel territorio del nostro comune confermerebbero questa circostanza o questa abitudine e farebbero ipotizzare che questa parte del territorio di Nocera, oggi comune di Sant’Egidio del Monte Albino, fu abitata già in epoca molto antica. Questo, infatti, è quanto lasciano supporre la villa praetoria sotto l’abbazia di S. Maria Maddalena, l’acquedotto di via Mandrino e la vasca per la raccolta delle sue acque, databile al periodo augusteo, voluta dal ricco magistrato nocerino Publius Helvius. Infine è da ricordare il cippo funerario dedicato a Pomponia Ticke del I sec. d. C. rivenuto in località Megaro, ai confini tra il nostro comune e quello di Angri.