Piazza Giovanni Battista Ferrajoli
Centro Storico

Si tratta di un sol blocco di marmo bianco, a forma di prisma avente le dimensioni di m. 1,75×1,15×0,75, il cui lato sud è appoggiato ad un muro in pietra. Sui tre lati vi sono delle figure in rilievo e sul bordo del lato lungo, che guarda a nord è riportata una scritta consumata dal tempo, la cui parte leggibile oggi è limitata, in pratica, ad una sola parola: HELVIUS. La figura rappresentata su due delle facce della fontana è il dio Sarno. Sulla parte frontale, la divinità e seminuda e distesa con le gambe parzialmente coperte da un drappo.

Ai piedi della figura, vi sono tre piante di papiro, le quali conferiscono alla scena un carattere fluviale. Sulla facciata orientale la divinità è giovane, seduta con le gambe coperte nell’atto di specchiarsi nell’acqua. Alla sinistra del dio vi sono due lance a forma di una X. Appena sopra il basamento, vi è un cane che poggia la zampa anteriore sinistra sul podio. Sulla facciata occidentale è rappresentato il dio Nettuno o Poseidone col piede poggiato sulla prua di una nave, il tridente nella mano sinistra e un delfino alle spalle. Le prime due figure starebbero a rappresentare la nascita è la maturità del fiume, mentre il dio Nettuno sul lato occidentale, ossia la parte che guarda verso Castellammare di Stabia, indicherebbe il suo sbocco a mare.

Via Mandrino / Piazza Ferrajoli
Centro Storico

Alimentato da diverse sorgenti, ancora oggi fornisce d’acqua la Fontana Helvius.Non è difficile supporre l’epoca di edificazione, se la sua funzione originaria era quella di portare l’acqua a valle per alimentare la villa Helvius e la sua fontana. Scavato interamente nella roccia e nella montagna ed interrato ad una profondità che arriva fino ai 25 metri, alterna un percorso in cui allo stupore per la tecnica di edificazione (opus incertum con lastroni di tegole a fare da volta) si unisce la meraviglia per il paesaggio naturalistico, laddove il bianco del deposito calcareo dell’acqua spicca nell’oscurità.

Cripta dell’Abbazia di Santa Maria Maddalena in Armillis – Centro Storico

La villa, benché non ancora interamente esplorata, per il fatto di ospitare quello che è stato il cimitero del paese fino all’Editto di Saint Cloud, sembra essere formata da tre bracci, di cui due in direzione nordsud ad intersecare un terzo in direzione est-ovest, per un’area occupata di oltre 600 mq.
La parte attualmente visitabile è limitata all’ambiente di uno dei suoi criptoportici, dove è situato l’affresco di epoca sveva, raffigurante il miracolo di Sant’Egidio e la cerva. L’estensione della struttura, nonché l’imponenza del criptoportico ed il fatto che quasi sicuramente ospitava la cosiddetta fontana Helvius, sono chiari indizi che la villa fu fatta edificare da una persona con cospicue risorse finanziarie, probabilmente lo stesso Helvius, già committente dell’omonima fontana, magistrato di Nuceria Constantia in epoca augustea.
Attese anche le caratteristiche dell’unico criptoportico visibile, la realizzazione della struttura è databile proprio al periodo tra il I sec. a.C. e il I sec. d. C.

Piazza Giovanni Battista Ferrajoli
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Si tratta di una stele funeraria, rinvenuta nel 1854, del periodo adrianeo (I Sec. d.C.), ritrovata in un fondo di proprietà della Famiglia Ferrajoli della Fontana, in località megaro. Su di essa è riportata la prematura morte di una giovane donna morta all’età di 19 anni, 9 mesi e 23 giorni. Tale giovane donna è Pomponia Tyche, moglie o figlia di un certo Volcius che si definisce NUCERINUS, a conferma dell’appartenenza del territorio dell’antica Sant’Egidio alla città di Nuceria Alfaterna. Attualmente è situata in Piazza Giovanni Battista Ferrajoli.