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Sono il prodotto più conosciuto e che, fino a pochi decenni fa, ha meglio proteso il nome di Sant’Egidio all’esterno. Furono impiantati tra la fine del 1700 e gli inizi del 1800 per iniziativa di alcune famiglie del capoluogo (come i Calabrese e i Ferrajoli) che, per tale operazione, si avvalsero dell’opera di personale, come i Parlato ed i Savarese, proveniente dalla penisola sorrentina. In effetti, l’impianto di agrumi, già presenti in costiera, si rivelò un’opera di grande intuito commerciale per due ragioni: la prima, perché essi sostituirono le viti che avevano uno scarso rendimento in termini di resa; la seconda, perché la conformazione del terreno ha dato vita ad un prodotto di eccezionale qualità molto richiesto sul mercato. Delle tre varianti presenti (arancio, limone e mandarino) va segnalato per le sue qualità vitaminiche, adatto anche per la preparazione di confetture, l’arancio biondo che, grazie alla sapiente opera di agricoltori locali, riesce a conservarsi sull’albero anche ad agosto inoltrato.