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Quasi contemporanea della fonte Helvius, dovette essere edificata per volontà dello stesso committente della fontana, un appartenente alla gens Helvia, attestata a Pompei e forse presente a Nocera, che scelse il luogo per motivi che non è difficile immaginare: disponibilità e fertilità della terra.
Si estendeva su un area abbastanza ampia ed è formata da tre "bracci" di cui due in direzione nord-sud ad intersecare un terzo in direzione est-ovest, per un area occupata di circa 600 mq.
Oggi costituisce la cripta dell’abbazia di S. Maria Maddalena e per un certo periodo, fino all’editto di Saint Cloud, fu utilizzata come cimitero.
La parte attualmente visitabile si limita essenzialmente all’intradosso dove insiste l’affresco svevo del miracolo di Sant’Egidio e la cera e che costituì il primo luogo di culto della comunità .